Simone Gualandi – Socio Fondatore

Simone Gualandi socio fondatore di EcoCasa

“Ecocasa è l’opportunità di un cambiamento reale, raggiungibile e sostenibile!”

Con questa intervista conosciamo Simone Gualandi uno dei soci fondatori.

 

Ciao, sono Simone Gualandi ho 32 anni e…sono giovane si, ma non si direbbe vero? (sorride); sono di Pistoia e per ora continuo a viverci.
Sono nel mondo del risparmio energetico da più di 10 anni, la mia prima professione é quella di termotecnico e dal 1 dicembre 2014, insieme ad altri soci, abbiamo costituito Ecocasa di cui ne sono l’amministratore; ci occupiamo di…salute e salubrità, di sostenibilità ambientale: ci occupiamo di bioedilizia.
Io, in particolare, mi occupo di creare quei presupposti importanti per permettere alle persone di vivere in un comfort abitativo più salutare.

Ti piace il tuo lavoro e come hai scelto di farlo?
Io mi reputo un privilegiato perchè faccio ciò che amo: sto tutti i giorni in mezzo alle persone, ho la possibilità di confrontarmi e di imparare sempre qualcosa di nuovo; nel mio lavoro di amministratore di Ecocasa, ho delle grosse responsabilità sia materiali che morali, ma la scelta di diventarne il rappresentate nasce dalla necessità di rispondere alla domanda che poi è all’origine del mio percorso: “Voglio andare via da questo paese o voglio impegnarmi a migliorarlo?”, ho quindi accettato questo ruolo impegnativo perché voglio essere in prima linea sul fronte del cambiamento: il concetto di bioedilizia è purtroppo ancora troppo poco conosciuto.
Vorrei dare voce a quella minoranza di persone che ha già consapevolezza e il rispetto della fragilità del mondo in cui viviamo, e dare alle altre i mezzi per capire come migliorarlo, rendendole più consapevoli.
Il passaggio da un vivere tradizionale ad uno più sostenibile non farà perdere certezze e solidità. Promuovere la cultura è la prima forma di rinnovamento.

Quante persone lavorano insieme a te?
Siamo in 6 a lavorare dall’interno a questo meraviglioso progetto, poi abbiamo svariati operatori del settore che collaborano con noi, di volta in volta, nei diversi cantieri.

Credi sia importante la tutela dell’ambiente?
Si, la tutela dell’ambiente è importante in tutti i settori, è un pensiero di vita, è un approccio agli altri e al mondo; purtroppo l’Uomo è l’unico essere vivente che degrada, sfrutta e distrugge il proprio habitat, che si avvelena consapevolmente.
Sempre più persone iniziano a capire quanto l’uomo si stia autosabotando e hanno voglia di cambiamento; il 2015 è stata un’estate torrida, molto più calda di quella del 2003 che era stata la più calda in questi ultimi due secoli. Gli effetti dannosi dei cambiamenti climatici, siccità, alluvioni, non saranno più eventi eccezionali ma diventeranno abituali e questo spaventa, l’antropocentrismo può dare solo risultati devastanti.

Abbiamo grandi colpe e grandi responsabilità, dobbiamo porre rimedio ai danni che l’uomo ha fatto alla terra e avere l’umiltà e la pazienza di capire che i miglioramenti non li vedremo noi, né i nostri figli, ma si vedranno a lungo termine. Dobbiamo imparare a impegnarci per gli altri.

Tu sei molto giovane, ti senti già addosso le colpe commesse da altri?
Si. (sorride)
Io appartengo a un gruppo, alla…“cooperativa pianeta Terra”, da 32 anni ne ho preso e ne godo tanti benefici, non prodotti da me, perché non dovrei anche addossarmene le responsabilità?
Se avessimo maggior senso di appartenenza globale riusciremmo a risolvere qualunque problema.

Credi che “pensare alla salute” o “fare una vita sana” possa riguardare anche il luogo dove si vive?
Per fare una vita sana bisogna porre attenzione a tutte le sue sfaccettature: l’alimentazione, il movimento, il lavoro, la vita sociale, vivendo in edifici salubri e…in un habitat poco inquinato, non posso dire “naturale” per non sembrare utopistico.

Una casa per essere una “buona casa” cosa deve avere? E qual è il peggior difetto di una casa?
Un edificio deve avere un buon comfort, dev’essere quindi molto performante sotto il profilo energetico, termoigrometrico . Strutturalmente una casa di buon comfort dovrebbe essere progettata e costruita con materiali naturali per l’ottenimento del benessere fisiologico a chi la vive e gli impianti dovrebbero essere accessori ausiliari: queste dovrebbero essere le caratteristiche di base, per poi aggiungerci utilizzo di prodotti naturali per la realizzazione delle finiture interne. Il diffetto peggiore e purtroppo anche più comune è l’essere energivora, con una forte dispersione termica, come purtroppo sono l’80% degli edifici in Italia perchè progettati e costruiti con tecniche e materiali ormai superati e comunque non adeguati alle necessità ambientali attuali.

Se io ti dico che Bioedilizia significa: “progettare, costruire e vivere un edificio in modo consapevole pensando alla tutela dell’ambiente, evitando o riducendo il più possibile impatti negativi sull’ambiente”…tu, cosa mi dici?
Definizione corretta, ma perché non rimanga solo tale c’è la necessità di trasferire il concetto a chi la casa la deve vivere e non solo ai costruttori. E’ il fruitore che deve pretendere e richiedere il rispetto di queste caratteristiche; purtroppo la poca consapevolezza mette le persone nell’incapacità anche di saper riconoscere a chi rivolgersi, arrancando tra desiderio del cambiamento e la confusione che l’edilizia tradizionale ancora propone.

Quale sarà secondo te il futuro dell’edilizia?
Il futuro è indubbiamente la Bioedilizia, non esiste altra strada; anche se non so quanto tempo ci vorrà prima che le persone facciano propria questa scelta dopo essersi riconosciuti in essa; la salute deve venire prima del profitto economico, come l’interesse per le persone deve venire prima dell’interesse per le cose.
Tante aziende hanno creduto in questi valori, investendo in prodotti e tecnologie di alta qualità, che oggi permettono a noi di Ecocasa di avere partner qualificati che propongono materiali naturali e performanti a prezzi sostenibili.

Ti piace la nuova visione dell’edilizia in cui Ecocasa crede?
Mi piace, certo (sorride), mi piace che Ecocasa privilegi gli interessi delle persone rispetto al concetto tradizionale “costruisco casa – vendo casa”; è impegnativo aver scelto di proporsi come i portavoce di un cambiamento, indirettamente fai delle promesse grandi alle persone; questo ti porta a dover essere sempre pronto, aggiornato e competitivo e questo per me è molto stimolante.

Secondo te, come vede la gente la bioedilizia?
La bioedilizia piace, è quello che le persone desiderano ed aspettavano, perché mette l’interesse per la salute dell’uomo al centro della casa; purtroppo la bioedilizia è vista ancora poco fruibile, poco raggiungibile per confusi motivi economici e tecnici. La realtà non è questa però, la bioedilizia non è una realtà di lusso, di nicchia, è fattibile e a costi competitivi.

Come credi possa essere valorizzata Ecocasa?
Ecocasa nasce come cooperativa perché crede nel contributo attivo e diretto dei soci, favorire la “cooperazione” la valorizzerebbe; stiamo cercando inoltre di avvicinare le amministrazioni pubbliche all’edilizia sostenibile anche sulla base di anticipazioni delle normative Europee sull’ambiente del 2020.

Vivresti in una nuova casa di legno o in una casa ristrutturata in bioedlizia?
Si, è il mio sogno.

Come hai conosciuto la realtà delle cooperative d’abitanti, per poi sceglierne di fondarne una?
Le mie precedenti esperienze lavorative mi hanno portato a collaborare con le vecchie cooperative toscane ed ho visto che c’era molta partecipazione; quando anni fa l’economia funzionava le persone erano più disposte a collaborare, ad investire e a credere negli altri, poi la crisi ha portato giù tutto e ha reso le persone più razionali e meno sognatrici.
Io credo che sia possibile coinvolgere ancora le persone, serve più impegno e più pazienza, e un’idea giusta sono certo che troverà tante persone che la condivideranno.

Credi che la gente conosca la realtà di una cooperativa di abitanti?
No, non in molti; tanti purtroppo l’accomunano alle Agenzie Immobiliari, manca il messaggio e questo è anche dovuto al nuovo modo di concepire la socialità oggi. Ora l’aggregazione è sempre più virtuale, socialmente c’è stato un allontanamento fisico tra le persone, si creano “contatti con distacco” e la partecipazione è quindi indubbiamente più ridotta, anche il concetto di gruppo si è andato perdendo.
Io vorrei riportare la gente a credere che la collaborazione, lo scambio di opinioni è importante e la condivisione di un progetto lo è ancora di più: la casa è un nido, un rifugio, un valore, la si può fare “su misura e costruita intorno a te”.
Questa è l’innovazione di oggi: innovare per rinnovarsi.

Perché come unica realtà cooperativa a Pistoia hai scelto di proporre la bioedilizia?
Potrà sembrare strano, ma è stato, per così dire, un processo di evoluzione generazionale: mio nonno faceva il carbonaio: una vecchia professione che ormai non esiste quasi più, dalla Toscana alla Sardegna stava mesi nei boschi, vivendo in capanne improvvisate, per produrre carbone dalla legna e poi, a dorso di mulo, andarlo a vendere nei paesi.
Suo figlio, mio padre, è caldaista ormai in pensione, ed io ho scelto, prima, di diventare termotecnico, occupandomi da sempre di energie rinnovabili, per poi raggiungere la mia massima aspirazione facendomi rappresentante della bioedilizia.
Io lo vedo come un processo evolutivo consequenziale, e questa, se vuoi, visione romantica mi spinge ad impegnarmi al meglio.

Il tuo ruolo è quello di amministratore in Ecocasa, ma tu Simone, come ti definiresti?
Che domanda difficile…! (sorpreso, sorride)
Tra i tanti termini che si potrebbero usare io preferisco definirmi come: responsabile, fondatore, socio.
Sento molto il mio ruolo perché ho l’opportunità di dare voce al cambiamento.

Come racconteresti Ecocasa a chi non la conosce?
Noi di Ecocasa stiamo creando il cambiamento; vogliamo diffondere la cultura del rispetto dell’ambiente ed essere il ponte di passaggio dall’edilizia tradizionale all’innovazione.

E se io, Simone, ti dico: ” Ecocasa è…” tu come finisci la frase?

Ecocasa è l’opportunità di un cambiamento reale, raggiungibile e sostenibile.

 

 

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