Cosa devo aspettarmi dal cappotto termico?

La diagnosi energetica di un edificio può portarmi a decidere di intervenire sull’isolamento delle pareti esterne per ridurre il consumo energetico annuo, ma nella scelta della tipologia dei materiali e degli spessori è importante capire come questi influenzino il risultato finale.

logo ecocasaEsistono diversi modi per isolare termicamente una parete esterne, poiché posso intervenire sia dall’interno che dall’esterno, sia con lane minerali che con lane di legno, con sughero o polistirene, piuttosto che con poliuretano espanso, ma il proprietario dell’edificio è davvero in grado di capire le differenze che gli vengono prospettate o forse segue la linea commerciale che gli viene proposta dall’azienda più convincente?

Questa è sicuramente una domanda provocatoria, ma per noi è fondamentale presentare la situazione nel modo più realistico possibile, offrendo strumenti di valutazione per poter fare delle scelte consapevoli.

Approfondendo la valutazione tecnica si può dire che il parametro identificativo della prestazione in termini energetici di una muratura esterna è espresso dalla trasmittanza termica, definita come la quantità di calore che nell’unità di tempo riesce ad attraversare un componente, quindi la capacità di trattenere il calore all’interno degli alloggi, difendendosi dall’influenza delle condizioni esterne. Pertanto per rendere più chiaro l’elemento tecnico si può dire che tanto più la trasmittanza termica di un elemento si avvicinerà allo zero, tanto più quel componente sarà considerato performante sotto il profilo energetico

Per far questa stima si procede analizzando la condizione attuale, che come abbiamo descritto sopra è stata indicata come muratura in blocchi di cemento intonacati sia internamente che esternamente, ed analizzando il risultato della valutazione:

Descrizione della struttura: Parete esterna Sp.30cm

Codice: M1

Trasmittanza termica 1,306 W/m2K
Spessore 325 mm
Temperatura esterna
(calcolo potenza invernale)
-1,0 °C
Permeanza 72,595 10-12kg/sm2Pa
Massa superficiale
(con intonaci)
284 kg/m2
Massa superficiale
(senza intonaci)
230 kg/m2
Trasmittanza periodica 0,649 W/m2K
Fattore attenuazione 0,497
Sfasamento onda termica -7,4 h

 

Stratigrafia: 

N. Descrizione strato s Cond. R M.V. C.T. R.V.
Resistenza superficiale interna 0,130
1 Malta di calce o di calce e cemento 15,00 0,900 0,017 1800 1,00 23
2 Blocco forato 295,00 0,527 0,560 780 0,84 7
3 Malta di calce o di calce e cemento 15,00 0,900 0,017 1800 1,00 23
Resistenza superficiale esterna 0,043

 

Legenda simboli

s Spessore mm
Cond. Conduttività termica, comprensiva di eventuale maggiorazione W/mK
R Resistenza termica m2K/W
M.V. Massa volumica kg/m3
C.T. Capacità termica specifica kJ/kgK
R.V. Fattore di resistenza alla diffusione del vapore in capo asciutto

Analizzando i dati della valutazione sopra riportata si possono identificare i due valori fondamentali che caratterizzano il comportamento della parete esterna sia nel periodo invernale che nel periodo estivo:

Trasmittanza termica 1,306 W/m2K
Sfasamento onda termica -7,4 h

Lo sfasamento dell’onda termica indica molto semplicemente il tempo necessario nel periodo estivo affinché, in assenza di cambiamenti delle condizioni climatiche, la temperatura interna raggiunga il valore di quella esterna. 

Al fine di rappresentare il risultato dell’isolamento termico sul fabbricato abbiamo pertanto valutato il risultato che comporterebbe l’installazione di un isolante termico altamente performante sulle pareti esterne dell’edificio, trovando questo risultato:

Descrizione della struttura: Parete esterna Sp.30cm soluzione isolata Codice: M3
Trasmittanza termica 0,243 W/m2K
Spessore 410 mm
Temperatura esterna
(calcolo potenza invernale)
-1,0 °C
Permeanza 14,179 10-12kg/sm2Pa
Massa superficiale
(con intonaci)
294 kg/m2
Massa superficiale
(senza intonaci)
233 kg/m2
Trasmittanza periodica 0,034 W/m2K
Fattore attenuazione 0,142
Sfasamento onda termica -10,9 h

 

Stratigrafia:

N. Descrizione strato s Cond. R M.V. C.T. R.V.
Resistenza superficiale interna 0,130
1 Malta di calce o di calce e cemento 15,00 0,900 0,017 1800 1,00 23
2 Blocco forato 295,00 0,527 0,560 780 0,84 7
3 Malta di calce o di calce e cemento 15,00 0,900 0,017 1800 1,00 23
4 Poliuretano espanso in fabbrica fra lamiere sigillate 80,00 0,024 3,333 40 1,30 140
5 Intonaco plastico per cappotto 5,00 0,300 0,017 1300 0,84 30
Resistenza superficiale esterna 0,040

Analizzando i risultati legati all’installazione di uno strato di isolante termico a cappotto sulla parete esistente si può vedere come si riesca a stravolgere completamente la situazione sotto il profilo energetico. I due parametri caratteristici risultano così modificati: 

Trasmittanza termica 0,243 W/m2K
Sfasamento onda termica -10,9 h

È evidente che sotto il profilo della trasmittanza termica il risultato è decisamente notevole, portando ad una riduzione delle dispersioni di circa l’80% sulle zone lisce ed omogenee. Stesso discorso vale per la questione estiva dove l’isolante termico porta lo sfasamento dell’onda termica a circa 11h, un periodo quasi identico alla durata dell’irraggiamento solare nel corso di una giornata estiva, permettendo quindi ai condomini di non soffrire dell’accumulo del calore nelle muratura che comporta un disagio nel periodo notturno per trasferimento del calore.

Si è deciso di orientare la scelta dell’isolante termico su questa tipologia per caratterizzare le performance sia durante il periodo invernale che estivo, riducendo al minimo lo spessore dell’isolante a parità di risultato di trasmittanza, ed ottimizzando i costi di installazione rispetto ad altre soluzioni.

Lo spessore dell’isolante termico, che può variare in maggiorazione come in diminuzione con scarti di 20mm, è il minimo necessario al raggiungimento di un valore limite imposto dalla normativa vigente in materia fiscale, che porta ad una detrazione fiscale per ogni condomino del 65% della spesa sostenuta, secondo quanto previsto dalla legge 296/2006 e s.m.i.

Particolare attenzione meritano a questo punto anche i ponti termici che verranno accentuati dopo l’installazione del cappotto termico sulla facciata. Definito ponte termico quella zona limitata dell’involucro edilizio sulla quale si concentrano maggiormente i flussi di calore e quindi le dispersioni termiche, è facile capire come le terrazze a seguito dell’installazione del cappotto termico potrebbero rappresentare un punto dove si concentra la dispersione termica e quindi da trattare con particolare attenzione già in fase preventiva.

Data la necessità di dover intervenire su questo aspetto, per mia esperienza posso dire che il modo migliore per trattare questo aspetto stia nell’isolamento anche di queste zone, attraverso l’applicazione di un pannello isolante nella zona inferiore della lama creata dalla terrazza. Lo spessore dell’isolante termico in questo caso potrà essere ridotto rispetto a quello del cappotto di rivestimento delle facciate verticali, soprattutto perché applicato su una struttura non riscaldata.

Ancora per le terrazze, relativamente alle bordature verticali perimetrali, ed ai gocciolatoi che esistono sulle pietre alle estremità delle soglie, dal mio punto di vista si potrebbe procedere come per la parte inferiore della terrazza, applicando uno strato di isolante termico che possa pareggiarsi con l’aggetto della soglia, creando un nuovo gocciolatoio con un pezzo speciale applicato direttamente sul cappotto termico.

Una problematica simile è rappresentata dalle nicchie delle finestre, che ad oggi presentano un rivestimento a cornice realizzato in pietra, che potrebbe creare problemi di ponti termici in seguito alla realizzazione del cappotto termico. Tale problematica può essere risolta in modo semplice attraverso la sostituzione della parte laterale e superiore della cornice con un uno strato di isolante termico di ridotto spessore, che dal filo esterno del cappotto si raccordi con l’infisso esistente, riducendo il ponte termico al minimo e garantendo un ottimo risultato sotto il profilo termico. Relativamente al davanzale in travertino la tecnologia e l’esperienza delle nuove tecnologie ci viene in soccorso, dando la possibilità di inserire delle spine di supporto ed ancoraggio all’interno della soglia esistente, per collegare all’esterno una sorta di estensione, che opportunamente trattata, levigata e stuccata con materiale apposito porta ad un eccellente risultato di resa estetica e funzionale.

In ultimo va sicuramente dedicata attenzione alla situazione delle zone sottotetto, che rappresenta uno dei punti di maggior interesse per l’argomento dell’isolamento termico. Queste zone, spesso trascurate perché non direttamente in contatto con l’esterno, sono motivo di forti dispersioni termiche del calore dell’alloggio, con motivazioni facilmente intuibili. L’aria calda essendo più leggera rispetto all’aria fredda tende a salire, e se nei piani intermedi la zona del soffitto ha una temperatura più alta che tenderà a riscaldare l’appartamento soprastante, nei locali che sopra hanno la zona sottotetto è di facile comprensione come il calore venga ceduto, ma ad una zona non riscaldata. Anche in questo caso vale il principio secondo il quale il calore deve essere contenuto e mantenuto all’interno degli alloggi una volta riscaldati, per contenere il consumo energetico e migliorare i consumi medi annui. Analizzando la situazione del sottotetto, che presenta una superficie piana non utilizzata, l’isolamento termico applicabile è di facile installazione. Per un contenimento energetico efficace, ma di scarso valore economico è possibile applicare uno strato di isolante in lana minerale in rotoli protetti da uno strato esterno di PVC su tutta la superficie del solaio, con uno spessore minimo di 6cm, anche se la soluzione ottimale è rappresentata dal doppio strato isolante con i materassini posati in modo perpendicolare, così da limitare il più possibile le dispersioni termiche nei punti di giunzione del singolo strato isolante.

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