Autocostruzione: in Toscana si può

La Regione Toscana riconosce la figura dell’ autocostruttore in edilizia.
Si tratta di una tra le prime Regioni in Italia a muovere questo passo!

Le pratiche di autocostruzione sono oggi riconosciute e regolamentate solo in tre regioni italiane: Puglia, Lazio e Toscana.
La Toscana per semplificare una materia così complessa, ha approvato le proprie Linee di indirizzo per la sicurezza nei cantieri di autocostruzione e di autorecupero attraverso il decreto n. 1945/2012.

E’ un evento che ha una grande rilevanza sociale, ma il concetto di autocostruzione è mediamente ancora molto vago e rischia di promettere false visioni dell’edilizia o spaventare più del dovuto.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza e rendere comprensibile a tutti quello che si potrebbe fare e quello che nella realtà la legge attualmente ci consente.

autocostruzione Con il termine autocostruzione, nel campo  dell’architettura, si indicano tutte le strategie  con le quali, operatori dilettanti, si  sostituiscono alle imprese, nel processo di  realizzazione di un edificio, per conto proprio  come futuri utenti.

Le motivazioni sulle quali si basa la pratica dell’autocostruzione sono piuttosto variegate;

• creare un ambiente abitativo adatto a particolari esigenze dell’individuo e della sua famiglia;
• elaborare uno stile architettonico e di vita più personale;
• vivere in una casa con requisiti non disponibili sul mercato convenzionale;
• scegliere consapevolmente di utilizzare materiali più salubri ed ecosostenibili
• riappropiarsi di tecniche e materiali tradizionali

Gli autocostruttori con questo tipo di motivazioni saranno presumibilmente disponibili anche ad accettare tecnologie sperimentali.

“Autocostruzione” significa quindi “farsi la casa da sé” ed esistono differenti metodi spinti da diverse motivazioni e necessità:

Tradizionale

L’autocostruzione tradizionale è una metodica antichissima, già partire da tempi remoti gli abitanti di villaggi o quartieri urbani periferici si sono messi a lavorare per costruire autonomamente le proprie case. Attualmente è presente solo dove “non regolamentata” e cioè nei posti più disagiati o in paesi in via di sviluppo, le collettività isolate o marginali spesso realizzano le loro abitazioni grazie al lavoro volontario. L’apporto di lavoro non retribuito è in questi casi motivato da una relativa scarsità di risorse finanziarie, cui però in generale corrisponde anche un limitato livello di organizzazione e specializzazione.
La tecnologia è di solito derivata, senza particolari attenzioni, dal contesto storico e geografico dove le tradizioni sono fortemente radicate portano i costruttori dilettanti a riprodurre la brutta copia di tecnologie lì inesistenti. Ecco che, il beneficio sociale di questo modo di auto-costruire spontaneo è si, quello di facilitare risposte rapide ai bisogni, ma porta contraddizioni economiche-ambientali molto gravi.

Innovativa

Un simmetrico modo di intendere l’autocostruzione riguarda il coinvolgimento dei progettisti e designer nella realizzazione di progetti e prototipi all’avanguardia o molto alternativi; la tecnologia che viene estrapolata dal rapporto tra disciplina-specializzazione tende a rende l’autocostruzione certamente più appropriata in termini ambientali.

Un riferimento di quanti operano per integrare ricerca e sperimentazione, ovvero progetto e costruzione, è quello di Shigeru Ban, che va a realizzare abitazioni temporanee con tubi di carta riciclata in zone colpite da calamità naturali.

Guidata

E’ quella condizione che permette di ottimizzare metodo e tempistica per un risultato ottimale.
L’autocostruzione parzialmente autonoma, dove però in fase progettuale e esecutiva necessita di qualcuno, tecnicamente più esperto degli autocostruttori, che li guidi e li assista nel cantiere.

autocostruzione Non si tratta in questo caso della  riproposizione della classica figura del  capocantiere, che d’altra parte gli  autocostruttori stessi vivrebbero  probabilmente come una imposizione  esterna, ma di una sorta di consigliere che  sappia integrarsi efficacemente nel gruppo.
Il suo ruolo non potrà evidentemente essere  di natura puramente tecnica, ovvero quello di  fornire consigli per una più spedita esecuzione dell’opera in corso di realizzazione, ma sarà anche quello di fare da tramite tra il gruppo e il progettista in modo da rendere l’esperienza dell’autocostruzione più snella , concretamente realizzabile e arricchente per tutti.
La competenza tecnica dovrà essere affiancata dalla capacità di partecipare alla fatica e alle motivazioni comuni e da quella di comunicare con il gruppo e di comprenderne le dinamiche interne.

Le nuove normative che si affacciano al mondo dell’autocostruzione sono però ancora molto realistiche e strettamente regolamentate in una stretta burocrazia e permettono solo una Autocostruzione Guidata.
Nello specifico, le normative regionali consentono a delle cooperative di famiglie di partecipare al cantiere della propria (prima) abitazione con una percentuale di ore lavorative non inferiore al 60% né superiore al 70%. Da questo conteggio vengono escluse tutte le opere con valenza statica ed impiantistica, e tutte le lavorazioni devono essere supervisionate da un tecnico competente, senza escludere le coperture assicurative e le iscrizioni ai registri.

Autocostruzione

Autocostruzione

È molto importante soffermarsi sul principio della supervisione di un tecnico esperto: realizzare un edificio non è una cosa banale seppur, seguendo delle ben chiare norme e regole, possa sembrare semplice. Sbagliare per scarsa pratica o per aver sopravalutato le proprie capacità significa realizzare un manufatto non rispondente alle proprie necessità o alle normative e i danni potrebbero non essere recuperabili.
Vi sono quindi lavorazioni da affidare a ditte esperte, fondazioni e struttura portante in legno, ed altre molto più corpose, come la posa della paglia ( per le case in paglia) o degli intonaci (in terra cruda), che devono essere realizzate sotto uno sguardo esperto.
Vengono quindi escluse tutte le lavorazioni specialistiche o che richiedono una garanzia d’impresa, strutture portanti ed impianti; ciò non di meno queste sono lavorazioni che non riguardano direttamente il concetto di auto-costruzione di cui stiamo parlando.

Creare una cultura propensa a favorire il sociale e l’ecosostenibile è di fondamentale importanza se si vuole proseguire nella direzione giusta e l’introduzione di queste normative è molto importante per un evoluzione sociale, ma
improvvisarsi in un mestiere antico millenni e da millenni perfezionato da chi ha investito una vita per impararlo, non è immediato;

tutelare l’ambiente e l’uomo non è sempre seguire la via più facile.

L’informazione corretta e la trasparenza ci possono aiutare a scegliere consapevolmente i passi da compiere.

Il nostro Pianeta è la prima e l’unica casa che abbiamo…..

http://www301.regione.toscana.it/bancadati/atti/Contenuto.xml?id=5097367&nomeFile=Delibera_n.251_del_16-03-2015-Allegato-A

http://www.lavorincasa.it/autocostruzione-in-toscana/

http://archipaglia.it/2014/12/autocostruzione-e-autorecupero-edilizia-leggi-e-buone-pratiche/

condividi:
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Share on TumblrPin on PinterestPrint this pageEmail this to someone